{"id":2559,"date":"2024-05-06T14:56:25","date_gmt":"2024-05-06T12:56:25","guid":{"rendered":"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/?page_id=2559"},"modified":"2024-10-31T10:04:22","modified_gmt":"2024-10-31T08:04:22","slug":"cimitero-militare-di-pietermaritzburg","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/it\/italia-e-sud-africa\/diplomazia-culturale\/sacrari-militari\/cimitero-militare-di-pietermaritzburg\/","title":{"rendered":"Cimitero Militare di Pietermaritzburg"},"content":{"rendered":"<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4929 img-fluid\" src=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pieterm_3.jpg\" alt=\"\" width=\"1140\" height=\"855\" srcset=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pieterm_3.jpg 1140w, https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pieterm_3-300x225.jpg 300w, https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pieterm_3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pieterm_3-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" \/><\/h5>\n<h5>STORIA<\/h5>\n<p>Durante la Seconda Guerra Mondiale molti soldati italiani, catturati dagli inglesi in Africa Settentrionale e Africa Orientale, venivano imbarcati su navi con destinazione Durban, Sud Africa.<br \/>\nUna volta sbarcati, venivano tradotti su treni destinati al Transvaal (oggi Gauteng), nel campo di concentramento di Zonderwater, vicino a Cullinan, a 50 Km da Pretoria. Ma prima di raggiungere la meta finale i prigionieri venivano fatti scendere a Pietermaritzburg, un campo di transito che si trovava a 75 Km da Durban.<br \/>\nFu aperto il 4 aprile del 1941, con l&#8217;arrivo del primo contingente di prigionieri di guerra italiani, come posto di pronto soccorso e visita medica, e in alcuni periodi vi furono ospitati fino a 8000 uomini. Qui venivano sottoposti ad un sorta di disinfezione, ripuliti e rifocillati.<br \/>\nPrima di essere rimessi sui treni, i sottufficiali inglesi li suddividevano in gruppi di in corrispondenza numero dei vagoni dei treni. I prigionieri rimasti a terra venivano alloggiati nel Campo 4 in attesa del loro turno. Molti tuttavia rimasero a Pietermaritzburg per tutto il periodo della prigionia.<br \/>\nLa funzione del Camp 4, aperto nel marzo del 1942, era quella di operare come centro di recupero per i prigionieri italiani provenienti dal Nord Africa.<br \/>\nLa costruzione della chiesetta dedicata alla &#8220;Madonna della Divina Grazia\u201d inizi\u00f2 il 2 febbraio del 1943 nel perimetro del Campo 4, fu completata l&#8217;11 marzo 1944 e consacrata il successivo 19 marzo 1944 dal Nunzio Apostolico in Sud Africa.<br \/>\nAlla fine del 1946, alla chiusura del campo il terreno e la chiesa passarono alla municipalit\u00e0. Essendo fuori citt\u00e0 e isolata, \u00e9 caduta in progressivo abbandono, vandalizzata e bruciata. Nel 1962 membri della comunit\u00e1 Itliana presero l&#8217;iniziativa di restaurarla e nel 1977 \u00e8 stata dichiarata monumento nazionale e l&#8217;amministrazione comunale ne ha fatto dono al Consiglio dei monumenti nazionali. Negli anni 90, di fronte al rischio che il terreno demaniale venisse ceduto in mani private, inizio il negoziato che porto nel 1995 alla registrazione del Trust e il successivo trasferimento della propriet\u00e0 nel maggio 1998, ad uso dello Stato Italiano. Nel 2003 la cappella venne integralmente restaurata, passando sotto la definitiva responsabilit\u00e1 del Ministero della Difesa italiano e di Onorcaduti. Sul terreno del Campo 4 nelle immediata adiacenza della Chiesa sorge ora il Cimitero Militare Italiano di Pietermaritzburg.<br \/>\nNel luglio del 2008 furono traslati dal cimitero di Hilary-Durban, a Pietermaritzburg, sul terreno retrostante la chiesa &#8220;Madonna delle Grazie&#8221; i resti dei corpi recuperati dopo l&#8217;affondamento del piroscafo Nova Scotia.<br \/>\nIl 28 novembre 1942, il trasporto truppe inglese Nova Scotia, in navigazione nell&#8217;Oceano Indiano, canale del Mozambico, fu silurato ed affondato da un sommergibile tedesco. Il Nova Scotia trasportava prigionieri di guerra italiani, civili e militari, oltre a 300 uomini fra equipaggio, scorta e soldati sudafricani feriti ad El Alamein.. Una nave militare portoghese raccolse i superstiti che furono sbarcati a Lourenco Marques (oggi Maputo). Dei 772 prigionieri italiani imbarcati morirono in 655.<br \/>\nNello stesso riquadro sono stati traslati anche le spoglie dei 35 militari italiani deceduti in prigionia fra il 1941 e 1946 che trovavano sepoltura nel Riquadro Militare del Cimitero di Hilary (Durban).<\/p>\n<h5>GALLERY<\/h5>\n<p><a href=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/it\/italia-e-sud-africa\/diplomazia-culturale\/sacrari-militari\/cimitero-militare-di-pietermaritzburg\/archivio-pietermaritzburg-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/it\/italia-e-sud-africa\/diplomazia-culturale\/sacrari-militari\/cimitero-militare-di-pietermaritzburg\/archivio-pietermaritzburg-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid alignnone wp-image-4933\" src=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"81\" srcset=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/7.jpg 354w, https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/7-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 122px) 100vw, 122px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/it\/italia-e-sud-africa\/diplomazia-culturale\/sacrari-militari\/cimitero-militare-di-pietermaritzburg\/archivio-pietermaritzburg-2023\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid alignnone wp-image-4932\" src=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/6.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"81\" srcset=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/6.jpg 354w, https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/6-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 122px) 100vw, 122px\" \/> <\/a><a href=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/it\/italia-e-sud-africa\/diplomazia-culturale\/sacrari-militari\/cimitero-militare-di-pietermaritzburg\/archivio-pietermaritzburg-2021\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid alignnone wp-image-4931\" src=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/5.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"81\" srcset=\"https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/5.jpg 354w, https:\/\/consjohannesburg.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/5-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 122px) 100vw, 122px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"STORIA Durante la Seconda Guerra Mondiale molti soldati italiani, catturati dagli inglesi in Africa Settentrionale e Africa Orientale, venivano imbarcati su navi con destinazione Durban, Sud Africa. 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